PATTO PER LA PESCA

NOI DIFENDIAMO

Noi difendiamo una lunga tradizione costruita sul lavoro e sul sacrificio dei nostri padri, una tradizione costruita sul mare che ci circonda. Difendiamo la nostra flotta da pesca ormai sempre più in difficoltà per via delle decisioni prese in Europa.  Basti pensare che la consistenza della flotta da pesca iscritta nell’Archivio Licenze di Pesca si è ridotta nel periodo 2015-2018 del 12,98% passando da 12.414 natanti nel 2015 a 10.802 natanti nel 2018. Tra il 2004 ed il 2015 il livello delle catture ha registrato, causa le politiche comunitarie di contenimento dello sforzo di pesca, una riduzione del 34%, con una flessione complessiva dei ricavi di 35 punti e con una perdita annuale media di 50 milioni di euro.

Noi difendiamo il mercato dei prodotti ittici. Un mercato complesso e delicato che si caratterizza per l’esistenza di un consistente gap tra prezzo alla produzione, pagato quindi agli imprenditori ittici, ed il prezzo al consumo, pagato ai commercianti, facendo emergere l’inesistenza di un vero e proprio potere contrattuale da parte dell’imprenditore ittico, fortemente condizionato tra l’altro dalla deperibilità del prodotto stesso. Dal punto di vista commerciale, la riduzione dei margini di profitto per il settore della pesca, unitamente ai prezzi minori dei mercati internazionali rispetto al mercato nazionale, rappresentano le principali criticità che contribuiscono a determinare la staticità di un atteso trend positivo basato sulla competitività degli operatori nazionali rispetto ai competitor internazionali.

NOI CREDIAMO

Noi crediamo che il complesso e articolato quadro normativo comunitario e nazionale in materia di pesca, con le accelerazioni degli ultimi anni, in termini di nuova politica gestionale della pesca, controlli e relativo quadro sanzionatorio, sta mettendo a dura prova la sostenibilità del sistema pesca italiano, già fortemente debilitato da una condizione di crisi che, muovendo dall’impatto delle misure del regolamento mediterraneo e dalle conseguenze del caro gasolio, ha ormai assunto carattere di strutturalità.

Noi crediamo che proprio su questo complesso di regole di forte impatto per il nostro sistema pesca e mai completamente compreso e  accettato dai nostri pescatori, si è strutturata la nuova politica comunitaria in materia di pesca che ha imposto misure finalizzate ad una ulteriore riduzione dello sforzo di pesca e della capacità di pesca dei pescherecci, attraverso piani di gestione pluriennali, nuova disciplina dei rigetti, misure di adeguamento della capacità di pesca alle possibilità di pesca disponibili, misure tecniche sugli attrezzi, metodi di pesca selettivi, misure di fissazione e ripartizione delle possibilità di pesca, tracciabilità. Tutto questo quadro normativo comunitario e nazionale è ulteriormente e gravemente appesantito da una normativa sui controlli asfissiante e fortemente impattante, con un relativo quadro sanzionatorio devastante e destabilizzante, accentuato dalle disposizioni in ordine alla ammissibilità e condizionabilità degli aiuti pubblici.

NOI SCEGLIAMO

Noi scegliamo di creare assieme a Sergio una nuova pesca, sostenibile, capace di accettare e sostenere le sfide di competitività che i nuovi scenari, anche di mercato, impongono.

Scegliamo una revisione del principio di condizionabilità dell’aiuto pubblico da attuare soltanto nel caso di infrazioni veramente gravi e ripetute tali da compromettere seriamente la realizzazione degli obiettivi fondanti della PCP. Scegliamo una profonda revisione del regolamento comunitario sui controlli nell’ottica della semplificazione degli adempimenti e della parametrazione degli stessi a seconda della dimensione aziendale, del personale di bordo (numero dei marittimi imbarcati) del sistema praticato oltre che della “capacità” del peschereccio. Scegliamo di rivedere anche il regolamento sugli aiuti de minimis per il settore della pesca (Reg. (UE) n.717/2014) aumentando a 50.000 euro il massimale per gli aiuti de minimis che lo Stato può concedere alle imprese di pesca nell’arco di tre anni. Scegliamo di dedicare una particolare attenzione al nuovo Regolamento FEAMP 2021-2028 in quanto l’attuale proposta evidenzia un’ossessiva attenzione agli aspetti della sostenibilità ambientale nel lungo termine dell’attività di pesca, a fronte di un riferimento solo di principio a misure di gestione coerenti con gli obiettivi consistenti nel conseguire vantaggi a livello economico, sociale e occupazionale. Scegliamo infine di porre una attenzione particolare sul sistema delle catture accessorie che di fatto può determinare una responsabilità oggettiva e assoluta per gli operatori della pesca, chiamati a rispondere pur avendo operato nel pieno rispetto del diritto e aver posto in essere la massima diligenza nell’attività di pesca per evitare catture accidentali.

Sottoscrivi il Patto