No ai fannulloni

Ci sono tanti modi di andare in Europa. Uno, quello più gettonato, è quello di non andare proprio, di andare a scaldare una sedia e a prendere uno stipendio immeritato. Un altro è quello di andare lì, studiare, lavorare, contare e determinare risultati positivi per il territorio di appartenenza. E’ ciò che ho fatto io quando sono stato al Parlamento Europeo e, per me, sono i numeri a parlare chiaro.

Sono stato il primo degli italiani con il 98% di presenze in plenaria e il terzo di tutta Europa. Francesi, tedeschi e belgi, che passano per essere i più stakanovisti, li ho lasciati ben dietro di me. Ma non è stato solo un atto di presenza il mio. Ho scritto e firmato 1308 interrogazioni, 238 mozioni, sono intervenuto in aula 961 volte e il totale della mia attività parlamentare somma 2654 iniziative. Sono stato anche relatore titolare di alcuni rapporti e relatore di minoranza per altri.

Questo è l’unico modo serio per rappresentare il territorio in Europa: andare a Bruxelles per studiare le carte e proporre atti o emendamenti che difendano il nostro territorio. Ecco cosa mi impegnerò nuovamente a fare.