PATTO PER LA FARMACIA

Noi difendiamo la farmacia e il farmacista. Lo facciamo perché riteniamo che si tratti di un presidio che può, e potrà sempre di più, svolgere un ruolo chiave nei modelli di presa in carico dei pazienti e gestione delle cronicità. Difendiamo il farmacista come custode di un patrimonio di competenze e relazioni e riteniamo che il suo ruolo dovrebbe essere riconosciuto da un punto di vista economico, dato che è chiamato a svolgere un servizio che non è meramente commerciale ma di tipo socio-sanitario. La sua opera non deve essere focalizzata alla massimizzazione del profitto, pensiamo che ciò sia possibile solo regolamentando in maniera chiara, trasparente e definitiva l’ingresso di capitali.

Noi crediamo che le “10 raccomandazioni per la Farmacia del 2030” del PGEU rappresentino quanto i farmacisti italiani reputano indispensabile in Europa come in Italia: la farmacia va inserita a pieno titolo come struttura protagonista all’interno della rete dei servizi alla salute. Ogni singola farmacia rappresenta un punto di incontro, contatto e relazione che non ha pari in termini di capillarità sul territorio. L’Italia, da questo punto di vista, può esportare il proprio prezioso bagaglio di esperienza e cultura. Per fare ciò è necessario impegnarsi in Europa al fine di realizzare finalmente una sanità senza confini, sfruttando al massimo le opportunità create dalla informatizzazione dei documenti e delle cartelle cliniche, con governance più agili e meno frammentate, messe in condizione di armonizzare, all’interno di ogni Paese dell’Unione, quelle che sono le azioni necessarie per perseguire i fini comuni e condivisi di politica sanitaria.

Noi scegliamo di sostenere e promuovere, in sede europea, le proposte che andranno nella direzione di fare delle farmacie dei centri di erogazione di servizi di salute, e non solo di vendita dei farmaci. La farmacia deve risultare un presidio cardine nella gestione delle cronicità, per migliorare la compliance terapeutica e dare il supporto necessario a coloro che sono in multiterapia. Si deve poter offrire, in modo regolamentato e retribuito, un servizio di monitoraggio delle terapie sui pazienti, in modo da intercettare le criticità legate alle reazioni avverse e agli effetti collaterali in tempi più rapidi. Si deve poter organizzare ricerche di alto valore epidemiologico capaci di intercettare quel valore aggiunto di “real life” che rappresenta una esigenza crescente nell’ambito delle ricerche scientifiche. Ma soprattutto il farmacista deve finalmente poter consolidare la sua figura professionale come punto di riferimento, capillare e universale, di ogni cittadino in tutti i percorsi di educazione alla salute.

Noi scegliamo di sostenere l’impegno di Sergio Silvestris nel proteggere la categoria professionale a cui appartiene. Non per corporativismo. Semplicemente perché sappiamo che tutti i professionisti del settore farmaceutico meritano di avere presso le Istituzioni Europee un rappresentante forte, leale, motivato e competente.

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